l’energia oscura

 

Il concetto di “Energia” stà alla base di tutto il presente metodo. Concetto spesso abusato quanto frainteso.

Sentiamo spesso parlare di Energia, in vari modi e in vari contesti. In questa sede è fondamentale chiarire come il concetto di Energia non abbia nulla a che fare con ambiti che riguardano la filosofia, la religione, il misticismo o la narrativa favolistica. E’ determinante aver invece chiaro che il concetto di “ENERGIA”, riguarda strettamente un’ambito molto preciso e circoscritto; tale concetto, infatti, fa parte di una definizione precisa che trova il suo posto nell’ambito della “FISICA NUCLEARE” o “FISICA DELLE PARTICELLE”. E’ quindi un concetto che riguarda, in buona sostanza, la “FISICA DELLA MATERIA”.

La definizione in Fisica di questo oggetto di studio (l’Energia, appunto), trova origine inizialmente in ambito Astrofisico. In tale contesto, viene definita come una forma di energia non direttamente rilevabile (ma rilevabile solo per gli effetti che produce) la quale pervade in modo omogeneo tutto lo spazio, e che è responsabile, attraverso una enorme pressione negativa, di quella che conosciamo come espansione accellerata dell’Universo. I modelli di gravità quantistica, tra cui la gravitazione quantistica a loop, spiegano le sue propietà. La Fisica quantistica, individua la formazione di questa Energia Oscura, nel processo di annichilazione e formazione continua di coppie di particelle e antiparticelle

Anche se non è ovviamente oggetto del nostro studio, è comunque interessante precisare che tale “Energia Oscura” derivi, sul piano strettamente Fisico, e per quelle che sono le nostre attuali conoscenze, da campi scalari dinamici, i quali vengono previsti all’interno della “Teoria delle Stringhe”. Questa particolare origine dell’ Energia Oscura, spiegherebbe la sua particolare e più importante caratteristica, quella cioè di muoversi a “velocità superluminale”, ossia una velocità superiore a quella della luce, la quale ricordiamo è di 300.000 Km/sec.

La conseguenza più diretta di ciò sta nel fatto che a queste velocità, viene sospesa la dimensione spazio/tempo. Si determina cioè, quella che viene definita caratteristica “non-locale”della materia. In pratica, l’Energia Oscura, non risponde ai parametri spazio temporali cui siamo abituati e nei quali ci muoviamo, ma bensì e presente tutta, simultaneante, ovunque e in qualunque coordinata spazio/tempo. E’, quindi, UNIVERSALE, letteralmente….

Fatta questa premessa, vediamo ora come inquadra questa Energia lo studio della Fisica delle Particelle.

Nell’ambito della Fisica Nucleare, i recenti studi hanno precisato il ruolo dell’Energia Oscura all’interno delle strutture della Materia. Per rendere il discorso facilmente comprensibile e darci gli elementi necessari ad ascrivere tale concetto nell’ambito della nostra trattazione, possiamo fare un esempio figurativo semplice ed efficace, che chiameremo “Apertura della bambola Russa”.

Se consideriamo la materia ed immaginiamo di percorrere un viaggio virtuale al suo interno, ci troveremo di fronte a diverse strutture:

-La Materia in oggetto
-Le molecole che la compongono
-Gli atomi che compongono tali molecole
-Le particelle nucleari (protoni, neutroni, elettroni) che compongono gli atomi
-Ulteriori particelle sub-atomiche che a loro volta compongono le particelle nucleari elementari (bosoni, glioni, quasar, ecc.). Queste ultime sono poi composte di ulteriori sub-particelle nucleari divise in decine di sottofamiglie

In definitiva, all’interno della Materia, troveremo decine di sotto-strutture le quali, nel loro complesso, determinano la materia stessa che stiamo esaminando, qualunque essa sia e di qualunque densità.

La cosa interessante, a questo punto, è ciò che nell’ambito della ricerca in Fisica Nucleare si è venuto a scoprire, ossia il fatto che, ad un certo punto, procedendo in questo viaggio all’interno delle strutture nucleari, non troveremo più particelle, ma bensì ENERGIA. Non più quindi strutture sub-atomiche, ma pura Energia, la stessa che in Astrofisica abbiamo visto essere stata definita come ENERGIA OSCURA. Tale Energia, dunque, risulta essere presente in tutte le strutture della materia, di qualunque tipo di densità e forma. Sarà quindi la stessa che troveremo nella struttura nucleare di una nostra cellula, piuttosto che in un filo d’erba, in una molecola d’aria, o in una stella. In pratica tutta la materia conosciuta, di qualunque forma e densità, nella sua parte più intima, essenziale, è composta di energia (Energia Oscura), la quale mantiene sempre le stesse caratteristiche, a prescindere dal tipo di materia che compone.

La conseguenza più diretta di questo fatto, e quella per noi più importante ai fini della nostra trattazione, è che ciò significa che tutta la materia (di qualunque forma, densità, dimensione e in qualunque collocazione all’interno dell’Universo conosciuto) a quel livello è evidentemente INTERCONESSA, essendo formata dalla stessa Energia.

Inoltre l’Energia Oscura, essendo alla base di ogni struttura della materia, oltre ad organizzarla, la “informa”. E’ in grado cioè di codificarne la forma, di raccogliere tutte le informazioni peculiari di quella precisa materia che stà organizzando, racchiudendo in sé quello che chiameremo “CODICE SORGENTE”, ossia il codice in base al quale disponiamo di tutte le informazioni a livello atomico e sub-atomico le quali identificano quella precisa struttura. IL Codice Sorgente, è dunque il “progetto informativo” in base al quale è possibile individuare tutte le informazioni relative a quella specifica forma di Materia. In aggiunta non dimentichiamo che queste informazioni, vengono trasportate a velocità super-luminali (abbiamo visto che l’Energia Oscura si muove a tale velocità) e quindi in modo “non-locale” ossia in assenza spazio-tempo. Tradotto ciò significa “in tempo reale”.

Tutta la materia è quindi interconnessa in tempo reale, a prescindere dalla distanza o dalla linea temporale. Questo concetto và tenuto sempre presente, perchè, attraverso il metodo oggetto del nostro studio, impareremo ad utilizzare questa caratteristica per “estrarre” letteralmente tali informazioni attraverso la codificazione che di esse è in grado di operare il nostro Emisfero Cerebrale destro.

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